Il governo ha appena progettato la dismissione dei beni pubblici per coprire costi e recuperare denaro mancante.
Dare il via all'iter per l'alienazione dei beni pubblici può essere una valida idea ed il Governo ha gli strumenti per agevolare le procedure. Tuttavia, un dato importante è che tale iniziativa non mini nel tempo l'autonomia finanziaria di Comuni, Province, Regioni - che corrisponde niente meno che al Federalismo Demaniale che il Governo aveva promesso di non dimenticare ma per il quale ancora non ha fatto nulla - in base a due articoli della Costituzione, l'art. 114 e l'art. 119. Il primo recita come segue: "La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni. Questi sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione". All'art. 119 si legge che "I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa e hanno risorse autonome".
L'idea dello Stato di vendere beni non suoi risulta pertanto rischiosa ed è bene valutarne tale rischio. Infatti, prima di mettere mano a beni non suoi dovrebbe intervenire sul taglio di sue spese e suoi sprechi. Dismettendo beni pubblici si rischia invece di fatto di cancellare i menzionati articoli della Costituzione e di minare l'autonomia finanziaria togliendo ogni possibilità di decentramento come potrebbe sussistere al contrario grazie all'attuazione del Federalismo Demaniale.
Detto questo, occorre valutare ogni eventualità e ogni presenza di reale edificio alienabile. E pare ve ne siano eccome. Un esempio è costituito dalle caserme che possono essere appetibili per un Comune o per un privato. Poi vi sono complessi immobiliari, appartamenti, alberghi, terreni agricoli o edificabili, conventi, ville. E' ovvio che Comuni, Regioni non possano occuparsi di tutte queste cose e lo dimostra il fatto che esistono a tutt'oggi molte, forse troppe cattedrali nel deserto dismesse, abbandonate e lasciate al degrado.
Per trovare i potenziali acquirenti non sarà facile dato il momento attuale di crisi, ma è anche vero che non è una cattiva idea tastare il terreno ed il mercato.
Quindi, molti sono i rischi di tale avventura ma molti sono anche gli obbiettivi finali che il governo dovrebbe cercare di raggiungere: rilancio dell'economia e dell'occupazione, innovazione, importanza del territorio, internazionalizzazione, infrastrutture.
Verso queste risorse bisogna fare investimenti per il futuro dell'Italia e la vendita di beni pubblici potrebbe contribuire ad un'accelerazione in questo senso, sempre nei limiti della verifica della propria attuazione.
Roberta Bartolini

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