Come sempre Magdi Allam centra il fulcro di ogni problema che si presenti all'Italia, anche nella misura in cui non si decide di affrontarli. "Last but not least", Allam si domanda se sia il caso non solo di affrontare l'argomento referendum per uscire dall'Euro, ma quanto meno di parlarne al momento giusto, nella sede giusta. E' stato fatto un sondaggio dal quale risulta che il 74% degli italiani sarebbe contro l'euro e contro questa Europa inesistente se non per motivi vessatori e bancari. La gente comune guarda al soldo e al proprio portafoglio sempre più sottile. Allam ragionando alla svizzera si chiede giustamente se non sia il caso di interrogare ufficialmente gli italiani attraverso un referendum. Ma pare che secondo la Costituzione (per tanti non modificabile e intoccabile perché "una pietra miliare", come sostenne tempo fa Fini) e l'articolo 75 venga escluso il referendum "per leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autrizzazione a ratificare trattati internazionali". Mi sembra pur vero tuttavia che anche altri tipi di referendum, benché accettati, non vengano poi presi assolutamente in considerazione, qualnque sia l'esito. Evidentemente la sovranità popolare che Allam tanto anela correttamente non esiste e non viene salvaguardata. Stesso discorso vale per i "referendum d'indirizzo" che per l'Europa possono avere una valenza ma che per il nostro Paese sono da considerare pura fantascienza vuoi perché a nessuno interessa vuoi a causa di un eccessivo individualismo della peggior specie. Pensare che discutere con senso di responsabilità e dare importanza al popolo sarebbe semplicemente la base per una sana democrazia di un Paese.
Roberta Bartolini
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