Letta sostiene di voler dire "si all'Europa dei popoli e no all'Europa dei populisti", con un fine richiamo a Grillo ed alla Lega per l'Italia e a Marine Le Pen per l'Europa. Si sente bruciare la poltrona ed il potere dato che mai come in questo periodo storico la politica e la gente comune si stanno sollevando e stanno andando fuori dagli schemi perché non esiste più un binario da seguire né valori e certezze da inseguire. Chi urla e chi si dispera è il cittadino troppo vessato e sacrificato ma è anche una fetta di politica nata tra la gente, che ha voglia di lavorare per il Paese e crede in qualcosa. Ma in questo modo si diventa nemici di un Letta & c: ancorati alle logiche democristiane finte buoniste, moraliste e non democratiche. Il punto è uno solo: deve affermarsi un'Europa di popoli che vengano salvaguardati e protetti. Se questo avverrà grazie a "populisti" ma con le palle ben vengano. Si riuscirà ad ottenere dei risultati concreti soltanto liberandoci di certa zavorra sicuramente non rappresentata da tali populisti. Una zavorra radicata ma che può essere annientata se l'unione di "populisti" in gamba farà la forza.
Roberta Bartolini

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