Di fronte alle pluri-condanne inflitte a Silvio Berlusconi - in
qualità di Presidente del Pdl, di ex-Premier, di Presidente e creatore
della Mediaset (mai chiacchierato, anzi, stimato e benvoluto da tutti
i suoi dipendenti), di imprenditore eccelso e di politico in gamba
alla stregua dei migliori statisti del mondo - da parte della
magistratura italiana due sono gli esiti eclatanti: la reazione da
parte del partito stesso del Pdl e quella dei cittadini, contribuenti,
comuni mortali che se riuscissero a svegliarsi dal torpore in cui
vivono e da una dimensione troppo individualista ed egoista, se
riuscissero ad avere un colpo di reni per combattere contro l'apatia
dei governi che si succedono farebbero scoppiare la reale bugna forse
ottenendo i risultati sperati in barba alle manfrine a cui siamo
abituati. Di fronte alla decisione della magistratura di condannare
Berlusconi (condanna che mi riporta all'accanimento nei confronti di
certa stampa di centro destra - Sallusti, Mulé) pare che il Pdl si
stia spaccando. Chi se ne vuole andare, chi vuole andare in piazza o
attivare una rivolta in difesa dell'ex Premier senza capire che la
reale spaccatura la sta facendo lo stesso Pdl così comportandosi. Qui
non si parla di spaccatura e divisioni intestine di partiti ma di
divisioni nel nostro Paese che sta andando alla deriva cosi facendo.
Perché al contrario non si punisce la magistratura obbligandola a fare
delle leggi specifiche e togliendole tutta la libertà che si sta
prendendo politicizzandosi sempre più? Perché anziché spendere denaro
e tempo per occuparsi di Berlusconi non ci si impegna a far rigare
diritto i comuni italiani e i sindaci rispettivi con un ruolo di
piccoli premier di un territorio specifico? Citiamo ad esempio il caso
di Genova e del sindaco Doria (Sel) che si sta impegnando a massimi
livelli a far pagare ai suoi cittadini la Tares e l'IMU (acconto)
entro fine luglio quando ancora il governo non avrebbe deliberato
nulla in proposito. Queste sono situazioni scottanti su cui
occorrerebbe realmente accanirsi. Troppi soldi danno alla testa.
Questo è il segreto.
Roberta Bartolini

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