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martedì 28 maggio 2013

UE debole ma anche i suoi membri

Atti terroristici a catena non casuali e che si sviluppano per la
maggior parte dei casi da fronde islamiche di matrice anglosassone
perché dirette da cittadini musulmani naturalizzati inglesi che hanno
svolto i propri studi nel Regno Unito, assassini e uccisioni in Siria
e in molte parti del mondo a discapito di cristiani, immigrazione
selvaggia e non controllata soprattutto sulle coste a mare più esposte
come quelle italiche. E la UE cosa ci sta a fare? Il ruolo dell'Unione
Europea dovrebbe essere prima di tutto quello di unire, è nata apposta
per contrastare la potenza degli Stati confederati di America, per
unire i suoi Paesi membri (nel corso della storia sempre in guerra
l'uno con l'altro) e per difenderli sotto  il punto di vista economico
e politico-sociale. Purtroppo, visti gli scarsi risultati, non sembra
faccia il proprio dovere a partire dalla protezione dei nostri
cristiani che vengono uccisi come delle formiche ogni giorno. Per non
parlare della mancanza di voler e saper affrontare il fenomeno
dell'immigrazione dal punto di vista culturale (problema che ci
affliggerà in futuro se non si prenderanno rapidi provvedimenti).
Questo è il frutto della globalizzazione, della creazione a tavolino
della UE senza prendere in considerazione la specificità delle varie
nazioni ad essa appartenenti, ma anche della debolezza da parte degli
stessi Stati europei che a loro volta dovrebbero cercare di limitare i
danni e farsi sempre più forti. Un esempio per tutti è la nostra
Italia che non riesce mai a trovare una sua stabilità di governo che
le consenta la continuazione seria e responsabile delle proprie
politiche di riforme e di programmi necessarie per dare un preciso
assetto ed una precisa connotazione al Paese. I derivanti malcontenti
e la sempre più bassa affluenza alle urne ne sono una netta
conseguenza.

Roberta Bartolini

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