Delle ultime elezioni amministrative che non sono ancora terminate
perché occorre svelare il risultato di ben dodici ballottaggi, che non
sono pochi, si può rilevare un solo dato: eliminazione di Grillo (gli
italiani si sono rinsaviti in tempo), calo del Pdl e del Pd - partiti
storici che tuttavia non devono avere il diritto di gongolare e di
sperare in una ricrescita in quanto la gente è stanca di essere presa
in giro e di essere il capro espiatorio di tutti i mali e di fare
sempre solo sacrifici per tutti - calo della Lega che non riesce più
ad affermarsi come ai tempi del suo creatore Bossi, ma soprattutto il
forte astensionismo. Occorrerebbe parlare maggiormente del forte calo
di affluenza alle urne che determina l'incertezza da parte dei
cittadini di non sapere chi votare oppure la consapevolezza più matura
di non essere più rappresentati da alcun partito politico. Gli ibridi,
i violenti, i non decisionisti, i partiti a tavolino non creati e
voluti dal popolo non piacciono a nessuno, come non piace il fatto che
gli sprechi ed i fondi che servono per coprirli devono sempre essere
governati dai cittadini italiani che non hanno più quattrini per far
fronte alle mille spese e tasse. Per non parlare del versante
immigrazione divenuto un argomento tabù ma che invece dovrebbe
costituire il pane e la base per costruirne una politica corretta di
integrazione dello straniero volta a produrre una società civile,
rispettosa prima di tutto nei confronti dei cittadini italiani e di
conseguenza di quelli stranieri. Siamo allo sbando totale, senza più
valori né ideali da infondere ai nostri giovani che si troveranno
sempre più in balia degli eventi, della globalizzazione selvaggia in
atto, di una situazione economica senza futuro. L'ottimismo e la
speranza che dovrebbero essere il pepe della vita non esistono più per
tante persone che si tolgono la vita e che la tolgono agli altri. I
partiti meditino questi aspetti che minano la democrazia di uno Stato,
unica concezione politica che possa portare benessere e libertà. Ma
dobbiamo anche conquistarcela tale libertà.
Roberta Bartolini

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