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venerdì 3 maggio 2013

Stadio si stadio no

L'argomento "Stadio" suscita sempre molto interesse nel pubblico sia
perché si tratta di sport, sia perché si stratta di un valore aggiunto
della città di Genova e sia perché può essere inteso come una sorta di
evasione dai problemi quotidiani che attanagliano la vita di tutti i
cittadini sia genovesi che italiani.
Tuttavia ritengo che il suo interesse sia direttamente proporzionale
all'importanza che il Comune gli desta soprattutto a livello
economico. E' risaputo come il Comune di Genova sia conservatore e
poco esposto ai cambiamenti e che comunque abbia già le idee piuttosto
chiare sulle innovazioni da apportare o meno. Lo dimostra il fatto che
i lavori per la moschea pare siano in itinere e come invece il
progetto di sfruttare al meglio l'ex- Mercato del Pesce, o di spostare
le sedi dei centri sociali in luoghi più consoni, o di creare dei
campi nomadi a norma e legali sia fermo e agli albori per un giusto e
doveroso decollo di una città bella esteticamente, ricca di risorse e
di arte ma poco valorizzata e tendente al declino. Pertanto,
intenderei lo sviluppo di uno Stadio nuovo e concorrenziale con altri
stadi nazionali da inserire in questo quadro di miglioramento.
Purtroppo tabula rasa, a Genova regna il completo silenzio. Come in
silenzio trovo altri argomenti che a mio avviso dovrebbero avere la
precedenza su tutto: le sorti dell'ex-mercato di Corso Sardegna ora
fatiscente ma spazio enorme da sfruttare, luoghi in disarmo, palazzi
artistici da recuperare, la caserma Gavoglio ora cattedrale nel
deserto. Quanto menzionato sopra penso dovrebbe nutrire un maggiore
interesse cittadino e dell'amministrazione pubblica piuttosto che di
pensare alla costruzione ex-novo di uno stadio all'interno di un
contesto cittadino con pochi spazi e in favore di due squadre
piuttosto mediocri. Inoltre, sottolineerei un altro aspetto, che si
ricollega al periodo in cui Roberto Maroni era Ministro degli Interni
dell'ex-governo Berlusconi. In quel periodo era stato creato un vero
ed importante progetto di rinnovo in ambito calcistico: discorso
sicurezza negli stadi, la possibile eliminazione delle gabbie per
diminuire la violenza ed il terrorismo psicologico, l'incremento di
iniziative in favore delle famiglie, la tessera del tifoso, la
costruzione di stadi su modello juventino e quindi di proprietà.
Insomma, era stata creata una vera e propria politica di sicurezza e
di ordine che in materia calcistica mancava e continua invece a
dimostrarsi assolutamente necessaria per un Paese civile che si
rispetti. Al contrario, caduto il governo Berlusconi è caduto ogni
impegno in questo senso. Era proprio in questo contesto che avrei
maggiormente tifato per la costruzione di un altro stadio per i
genovesi. Invece attualmente vedo purtroppo tale argomento fine a se
stesso e costretto a divenire un mero dibattito senza scopi né vie
d'uscita. Non che sia importante parlarne, tutt'altro, ma credo che
allora si dovrebbe sensibilizzare maggiormente le istituzioni locali
affinché si interessino dello stadio e non solo.

Roberta Bartolini

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