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giovedì 2 maggio 2013

Ci mancava anche l'Ocse


L'Italia sarà un Paese di incapaci, di inetti, di confusionari, di
politici che non si mettono mai d'accordo e che sono troppo attaccati
alle poltrone e non al territorio rimanendone lontani anni luce (che
fa la differenza). Tuttavia,  ritengo sia anche un Paese di sfortunati
e forse di ingenui perché non gliene va mai bene una. Ora mi riferisco
all'azione repentina del Premier Enrico Letta, neo-eletto Premier di
un governo di transizione atto soltanto a fare le riforme necessarie e
mancanti che servano per superare un momento contingente economico
molto difficoltoso e pericoloso per l'Italia e per gli italiani. Letta
dopo essersi accordato con le varie parti politiche, dopo aver
ottenuto una larghissima fiducia sia alla Camera che in Senato, si è
attivato immediatamente per occuparsi di public relations con l'Europa
ed i vicini Paesi membri della UE in incontri record, che a suo dire
hanno prodotto buoni risultati e che reputo essenziali. Penso che da
subito sia importante e doveroso confrontarsi con chi si convive per
motivi economici. Che la scelta di restare all'interno dell'Unione
Europea sia corretta o sbagliata è ancora un altro discorso. Invece
sono volate le prime sfuriate negative ed anche le prime dritte
dall'esterno a  mio avviso senza tenere presente esattamente come
realmente funzionino le cose in Italia, niente meno che da parte
dell'Ocse che intimorisce il Premier a detassare o a ridurre il
sistema fiscale a causa di un debito pubblico troppo elevato. Sante
parole, ma forse non appropriate alla contingenza che dovrebbe vedere
concorde il mondo esterno per far esordire un Paese fondamentale per
la UE alle prese con l'ennesimo nuovo governo che ha bisogno di
medicare le ferite e non di avere nemici o intoppi. Altrimenti penso
potrebbe essere doveroso da parte dell'Italia decidere seriamente di
uscire da questa Unione e di dedicarsi alla gestione delle proprie
risorse interne.

Roberta Bartolini

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