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giovedì 16 maggio 2013

Perché dover sempre cambiare (allenatore)

Non è ancora terminato ufficialmente il campionato di serie A - anche
se i giochi sono pressocché fatti per quasi tutte le squadre - in
quanto manca una sola partita alla sua conclusione, che si fanno già
pronostici sul toto-allenatore. Mi riferisco al Genoa ed al suo caso
di un attuale duplice allenatore. Infatti, in questo momento i
rossoblù vantano due mister: Delneri con contratto fino al 2014 e
Ballardini con contratto in scadenza a fine giugno. Mi pare ovvio che
la tifoseria e l'opinione pubblica si allarmino e cerchino di pilotare
in qualche modo ogni decisione che verrà presa dalla società genoana.
Pare che il 75% dei genoani tifi per una proroga a Ballardini. E poi
si fanno altri nomi, anche di sconosciuti ai più. Probabilmente una
decisione è già stata presa come è possibile che per una serie di
fattori le scelte siano state fatte a tavolino. Tuttavia, la logica
indurrebbe puntare su una continuazione con Ballardini. Non che sia il
migliore allenatore sullla piazza o il salvatore della patria. "Balla"
si è semplicemente rivelato un buon allenatore, serio, affidabile, che
è riuscito a ricompattare e ad amalgamare una squadra allo sfacelo e
con tanti infotunati, un valido traghettatore che ha avuto la capacità
di fare rimanere il Genoa in serie A quando sembrava oramai condannato
alla B. Allora una domanda mi sembra lecita. Il Genoa dovrà affrontare
un altro campionato della massima serie e forse ancora più complesso
di quello precedente, con squadre sempre più competitive che non
possono permettersi di sbagliare su tanti fronti - anche sulla scelta
dell'allenatore stesso. Lo stato attuale del Genoa non è ottimale,
Delneri non ha brillato e non ha portato buoni risultati. Al
contrario, si ha la quasi sicurezza che con Ballardini tutto sarebbe
più semplice, già collaudato. Mi domando pertanto che senso avrebbe
dover nuovamente cambiare e lasciare il noto per l'ignoto. Forse
rinunciare a cambiare non corrisponde alle tattiche finora assunte dal
Presidente Preziosi, ma credo che anche nel calcio vi siano dei limiti
e dei principi da rispettare. Ad oggi rispetterei il coraggio, la
determinazione e la bravura di un Ballardini che ci ha regalato la
felicità finale. E non è poco.

Affettuosi saluti rossoblù

Roberta Bartolini

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