Dopo una cinquantina di giorni senza un governo e dopo circa una
settimana senza un Presidente della Repubblica (situazioni che
avrebbero sconvolto e responsabilizzato di conseguenza Paesi civili e
seri), dopo aver assistito a ben 5 lunghe fumate bianche in sede di
Parlamento per la sostituzione del Presidente uscente Napolitano,
l'Italia ritorna punto a capo. Viene rieletto Napolitano in extremis e
pare che a capo del governo vi sarà Giuliano Amato, vale a dire, il
passato, un passato triste e non prosperoso. Il tempo passa, gli
eventi mutano, ma la politica italiana rimane al palo, non decolla,
non migliora, non cambia, non si adegua ai mutamenti. Tuttava, mi
sento di promuovere la rielezione di Napolitano (il primo caso nella
storia italiana) per i seguenti motivi. Prima di tutto, pensando che
avrebbe potuto essere eletto un Prodi, un Amato, un D'Alema, un
Rodotà, mi sento fortunata di essere rappresentata da Napolitano che,
benché di sinistra, si è sempre dimostrato un signore, un politico
all'altezza della sua carica istituzionale garantendo una sorta di
sicurezza agli italiani. Inoltre, lo stesso Napolitano ha risposto
"si" alla richiesta espressa anche del Pdl e e della Lega in cui credo
e per cui simpatizzo, partiti che con buon senso hanno scelto la
strada del male minore. L'Italia ha bisogno di ripartire e di non
perdere più tempo in votazioni e liti di quartiere, ha bisogno di
stabilità, di istituzioni forti e sicure. E il ruolo di Napolitano va
visto in questo quadro in quanto viene a coprire un vuoto, una lacuna
sperando di riuscire, grazie ad un governo di larghe intese da egli
stesso auspicato, a creare finalmente una nuova efficace legge
elettorale che ci riporti al voto "cum granu salis". Vedo poi
nell'accettazione da parte di Napolitano di bissare il suo mandato
anche una sorta di espiazione delle proprie colpe. Non concordo con
quanto sostenuto da Lucia Annunziata per cui Napolitano sarebbe stato
"generoso con se stesso". Napolitano ha cercato semplicemente di
rimediare all'immane errore di aver dato un'altra chance a Bersani che
ha vinto alla scorse elezioni politiche sul Pdl solo per una manciata
di voti. Come Presidente della Repubblica italiana non avrebbe avuto
il potere di obbligare alcuno a prendere delle decisioni, ma avrebbe
dovuto essere quantomeno molto più incisivo e categorico
sull'importanza estrema di un governo di larghe intese almeno
temporaneo che si assumesse le proprie resposanbilità lasciando alle
spalle diatribe e divisioni interne. Non lo ha fatto e ne abbiamo
pagato tutti le conseguenze. Ma non tutti i mali vengono per nuocere
in quanto grazie al teatrino dell'elezione del Presidente della
Repubblica abbiamo potuto constatare il nulla che sta alla base del
Pd, partito attualmente sgretolato e morto. Soltanto un Renzi potrebbe
risollevarlo ma a modo suo. Vedremo se gli permetteranno di agire
liberamente.
Pertanto, cari italiani, ripartiamo da zero, consapevoli di avere un
Presidente della Repubblica già collaudato e due partiti forti,
solidi, leali e coalizzati come il Pdl e la Lega. Confidiamo in queste
forze, crediamoci ancora, almeno fino alle prossime elezioni in modo
da garantire all'Italia una nuova era, quella del centro destra
liberale e lungimirante. Crediamoci ancora.
Roberta Bartolini

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