Pare che Silvio Berlusconi questa volta non scherzi e non indugi: si ricandiderà come Premier. Tanta è la sua voglia di rimanere o di riscendere in campo, tanta è l'attenzione che porta ai sondaggi che stabilirebbero come gli elettori del Pdl rivorrebbero Berlusconi anziché Alfano come candidato. Tanta è la sua volontà e soprattutto tanto è il suo senso del dovere che lo sta chiamando per dirgli che la legislatura così come l'aveva lasciata deve avere un termine che non culminerà con giochi eterni di palazzo e di Monti, ma con delle elezioni vere, reali, democratiche, che vedranno finalmente il popolo sovrano eleggere il suo Presidente del Consiglio legittimato quindi e magari delle preferenze in base alle modifiche che forse verranno apportate alla attuale legge elettorale che fa acqua da tutte le parti.
Insomma, l'obbiettivo è e deve essere quello di ottenere un governo eletto dagli italiani che possa essere il migliore possibile. Il target è alto e lontano a questo Silvio lo sa. Ma sa anche che gli italiani non ne possono più, vogliono una svolta perché sono già caduti nel baratro economico e non ci intendono né rimanere né sprofondare. Pertanto, se Silvio ritornerà davvero in campo il mio auspicio è il seguente: ci vuole una svolta netta, non devono più esistere compromessi, debolezze, manfrine, personalismi, individualismi. E soprattutto non si può pensare di dirigere un partito ed una nazione stando a guardare dalla propria scrivania, ma occorre lavorare sul territorio a faccia a faccia con la gente e con le sue esigenze. Occorre praticità, pragmatismo, concretezza. Ci vogliono inoltre dei controlli ferrei sugli eletti per farli lavorare bene sul campo non soltanto in periodo di campagna elettorale. Bisogna attivare una macchina piena di sprint ed attiva 360 giorni l'anno. Lega docet. Il Pdl cosi come si presenta ora è troppo moderato ed edulcorato.
Silvio tieni gli occhi aperti.
Roberta Bartolini
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