La risposta della Lega alla sanatoria immigrati del 2012 da parte del governo Monti è: espulsione diretta dei clandestini come unica soluzione. Concordo totalmente in quanto viviamo un momento critico dal punto di vista economico, un momento in cui tanti italiani perdono il lavoro sudato a causa del ridimensionamento di ditte e aziende. E proprio in questo momento si propone una sanatoria che prevede l'inserimento di altri 800mila immigrati nel nostro Paese alla ricerca del paradiso. L'ultima sanatoria risale al 2009, da allora 300mila extracomunitari ne hanno usufruito, ma pare che i dati salgano sempre più di mese in mese. Quando penso a queste situazioni penso a quanti errori sono stati commessi in passato per non aver creato nello specifico una vera politica d'integrazione dello straniero.
Abbiamo avuto molti esempi drammatici europei in Spagna, Francia, Belgio (che hanno condotto le rappresentanze politiche rispettive a prendere delle decisioni nette e anche compromettenti), abbiamo avuto la scuola della Lega Nord molto preparata in materia, abbiamo purtroppo vissuto la tragica esperienza dell'emergenza umana di clandestini arabi e profughi libici durante la guerra in Arabia, abbiamo inoltre avuto la presenza importante di un Magdi Cristiano Allam che con la sua saggezza, conoscenza e obbiettività è sempre stato un valore aggiunto soprattutto durante il governo Berlusconi. Ebbene, non abbiamo tratto frutto da nessuno di questi eventi.
Ciò che non tollero non è l'immigrato, ci mancherebbe altro, è la mancanza di regole che invece permetterebbero a questo immigrato di integrarsi, di trovare giustamente lavoro, di prendere la cittadinanza, di rispettare le regole e le tradizioni del Paese ospitante, di fare comunella coi propri connazionali già integrati ma di non ghettizzarsi, di apportare incremento di cultura e ricchezza interiore e non degrado ed inciviltà.
Se una politica vera sull'immigrazione non è mai stata creata erroneamente, non perseveriamo nell'errore, siamo ancora in tempo a fermare gli ennesimi sbagli dell'attuale governo.
Roberta Bartolini

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