Fine giugno 2012: nascita effettiva della nuova Macroregione nel cuore dell'Europa, che passa attraverso le Alpi e collega varie regioni europee aderenti ad un nuovo progetto politico. Un documento ufficiale è stato elaborato e siglato a San Gallo in Svizzera dalle seguenti aree europee: le regioni francesi Provence-Alpes- Cote d'Azur, Rhone-Alpes Franche-Comté, le regioni tedesche Baviera e Baden Wurtemberg, le regioni padane Lombardia, Valle d'Aosta, Piemonte, Veneto e Friuli/Venezia Giulia, le Province autonome di Bolzano-Alto Adige e Trento, i Land Tirolo, Salisburgo e Vorarlberg, i cantoni Grigioni, San Gallo, Ticino, Uri, Svitto e Vallese, nonché rappresentanti della Slovenia. Obbiettivo: fondare una Macroregione alpina in cui tutti i citati Paesi si riuniscano, un'alleanza costituita da obbiettivi comuni quali turismo, agricoltura montana, trasporti, ricerca, innovazione, energia ed altri temi su cui occorre fare sistema.
Il dato più certo è che tale squadra non sarà un'istituzione teorica. Infatti, il 12 ottobre a Innsbruck verrà fatto il secondo passo della Macroregione con una riunione alla presenza del commissario europeo J.Hannes. Il significato di tale regione è di sviluppare, migliorare le aree menzionate in un contesto europeo che latita ed è debole per far fronte ad un'unione di forze molto diversificate tra esse. La Macroregione allora interviene per salvaguardare delle aree che intendono crescere. Ma attenzione alla concorrenza di altre grosse regioni già esistenti in Europa. Per questo motivo Roberto Cota parla della necessità di avviare al più presto un "comitato di pilotaggio".
Vediamo nel dettaglio quali sono le altre Macroregioni nel cuore dell'Europa Occidentale. Esistono delle aree anche più piccole che lottano per vedere riconosciuta la propria indipendenza intesa come libertà.
- Isole Far Oer a settentrione della Scozia e a sud dell'Islanda da una parte e le isole Aland tra Svezia e Norvegia. Ciò che contraddistingue tali territori e li accomuna è una peculiarità di fondo: l'idioma, nello specifico, il feroico, parlato da 50.000 abitanti insulari che dipendono tuttora dallo Stato danese
- altre due aree continentali che chiedono autonomia sono: Alsazia e Frisia. La prima si presenta come un balcone sul fiume Reno con caratteristiche sia geofische che di linguaggio francesi e germaniche. La seconda occupa la parte nordorientale dei Paesi Bassi ed è abitata dai frisoni con una storia alle spalle molto lunga ricca di cultura che è sempre stata difesa soprattutto per salvare la lingua e la letteratura frisone anche attraverso il Partito Nazionale Frisone, nato nel 1965, ed avolutosi recentemente in più raffinate associazioni culturali e identitarie.
Come si può evincere, in Europa esiste un mosaico di piccole patrie con alla base la riscoperta di lingue e vocazioni autonomistiche che si protraggono negli anni. Pertanto, non ci dobbiamo stupire se ne sorgono altre come la Macroregione alpina, la quale è ben più ampia ed in particolare costituita da caratteristiche meno autonomistiche e decisamente più improntate a creare una sorta di alternativa alla realtà europea attuale che non difende i Paesi membri. Il tutto in uno scenario cangiante ed in evoluzione.
Occorre aprire gli occhi e soprattutto le menti ed accettare sfide, rischi e cambiamenti con il fine di un miglioramento comune.
Roberta Bartolini


Nessun commento:
Posta un commento