Riguardo al ragazzo di 19 anni ucciso nel Kent in Inghilterra, in un luogo apparentemente baciato da Dio, tranquillo e bucolico, vorrei spendere un pensiero rivolto soprattutto alla reazione dell'Italia, sua madrepatria. In Inghilterra stanno accertando le cause dell'incidente fatale forse per mano di un gruppo di lituani e ci vanno cauti nel giudicare in anticipo se la matrice del delitto fosse davvero inglese e rivolta proprio ad un italiano. Peraltro si noti come il Regno Unito sia stracolmo di nostri connazionali che vuoi per desiderio di avventura vuoi per motivi lavorativi decidono con sacrificio di migrare in un territorio da quel punto di vista più accogliente del nostro. In Italia si parla già di razzismo. A mio avviso, in attesa di accertare con correttezza i fatti, si dovrebbe invece cercare soprattutto preventivamente di arrivare a dialogare con i giovani per prepararli alla vita lavorativa con serietà e responsabilità, per non abbandonarli al loro destino ed anche per educarli al gioco della fortuna nel caso imboccassero la via dell'estero. Una volta emigrati occorre sapientemente cercare il più possibile di attorniarsi di giuste compagnie e di lasciare decidere al caso come ultima chance. Insomma, le Istituzioni e la società dovrebbero fare la loro parte.
Roberta Bartolini

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