Più che occuparsi di riforma della legge elettorale - che in un Paese
normale e senza particolari problemi economici aventi una loro
precedenza dovrebbe costituire la base della società civile - il
governo attuale giustamente sta pensando seriamente ad approvare
l'elezione diretta del Capo dello Stato. E non è una congettura
quanto un dato di fatto testimoniato dal totale avvallo da parte del
Pdl (Angelino Alfano in primis) nonché da segnali positivi arrivati
dal Pd, da Renzi, da Veltroni e da Enrico Letta. Tutto contribuisce -
come sostiene il Vice Premier Alfano - a far passare quasi "18 mesi
previsti dall'articolo 138 della Costituzione" atti a farci
interpretare questo lasso di tempo e questo passaggio come l'inizio di
un reale interessamento alla totale revisione del menzionato art. 138
della Costituzione che personalmente ritengo fondamentale. Tale
articolo disciplina il procedimento di revisione costituzionale e di
approvazione delle altre leggi costituzionali. Il testo dell'articolo
138 riproduce esattamente il testo della Costituzione vigente, ad
eccezione delle nuove modifiche formali.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi
costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive
deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a
maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda
votazione.
I tempi sarebbero o saranno pertanto lunghi per tale totale revisione,
ma penso ne valga assolutamente la pena. Credo sarebbe necessario
innanzitutto attivarsi per l'elezione diretta del Capo dello Stato
attribuendogli pertanto più poteri atti a prendere decisioni a livello
istituzionale in maniera più repentina per procedere più alla svelta
con
le riforme di cui uno Stato ha bisogno per crescere.
Roberta Bartolini

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