Visualizzazioni totali

Pagine

venerdì 17 maggio 2013

Marò: chi ha orecchie da intendere intenda

Mi rallegro nel leggere notizie aggiornate sul caso marò in India,
caso eclatante, importante e pericoloso che meriterebbe tutte le
attenzioni e che avrebbe meritato un trattamento ed un interessamento
da parte del governo Monti assolutamente differente rispetto a quanto
auspicato, invece, il silenzio omertoso. Ora il governo è cambiato,
abbiamo un nuovo Ministro degli Esteri, Emma Bonino, già avvezza a
rapporti internazionali, che si sarebbe presa in carico il "Trattato
con l'India", che escluderebbe la pena di morte e non escluderebbe la
grazia, l'amnistia o l'indulto che gli indiani potrebbero concedere.
Ma l'arbitrato internazionale non viene preso in considerazione. Un
dato certo è che il destino dei due fucilieri italiani è segnato:
processo in India inevitabile, sentenza di condanna già segnata e pena
da scontare in Italia. Il tutto si sarebbe evitato o meglio
organizzato in altri termini se il processo fosse già stato effettuato
in Italia come in base alle norme della giustizia italiana che si
rivela autonoma ed indipendente. Non capisco ancora perché i marò non
siano stati processati subito nel nostro e loro Paese, mentre le
giustificazioni in merito ad accordi internazionali e commerciali
accennate da Monti non hanno peso né valenza di fronte a due vite
umane sacre appese ad un filo, quello della pena di morte e
dell'anti-terrorismo, e soprattutto di fronte ad un caso puramente
tutto da stabilire e studiare. Temo che la verità sia un'altra. Ma
avrebbe dovuto stabilirlo la magistratura italiana per legge.
Purtroppo un'ulteriore mossa soft è stata fatta da Latorre in persona,
uno dei due marò, che ha postato su facebook un messaggio talmente
realistico e veritiero quanto triste, malinconico e forse in gergo
criptico per essere interpretato da chi ha buon senso e un forte senso
di ragionevolezza: "Domani sarà il nostro giorno. Oggi è il domani di
ieri. Ma domani sarà come oggi?". Chi ha orecchie da intendere
intenda.

Roberta Bartolini

Nessun commento:

Posta un commento