E anche Giulio Andreotti ci ha lasciati alla bellezza di 94 anni
ancora relativamente in buona salute considerata l'avanzata età, ma
per ripetere e ricordare le sue parole: "il potere logora chi non ce
l'ha". Dall'età di 20 anni Andreotti ha coperto la vita politica
italiana, un democristiano d'hoc. Dai più odiato anche e soprattutto
per motivi che lo correlavano alla mafia e, per quanto riguarda i
ricordi della sottoscritta, a causa dell'affare Moro che dovrebbe
avere sempre avuto sulla coscienza e che invece non ha impedito ad un
senatore a vita per eccellenza di proseguire sul suo cammino ispido e
diplomatico. Nonostante l'odio nutrito nei suoi confronti penso che
possa essere altrettanto amato non tanto come persona quanto come
testa eccezionale e per il mondo che rappresentava, un mondo d'antan
fatto di valori ed ideali anche in politica se vogliamo. Ad Andreotti
bastava una frase per esprimere con poche ma ficcanti parole un serio
pensiero. Ai politici attuali non penso basti una carriera per
emularlo e sorpassarlo. Altri tempi quindi, altri valori, altri
obbiettivi in cui credere, se ve ne sono. Ebbene, nonostante tutto,
preferisco ricordarlo in questo modo, insaccato, apparentemente calmo,
caratterizzato da fair-play e furbizia ma anche tanta intelligenza e
saggezza, traendone gli aspetti positivi - e ve ne sono -che non fanno
mai male, anzi, al giorno d'oggi arido di sentimenti, diventano
fondamentali.
Roberta Bartolini

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