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martedì 16 aprile 2013

"Underworld" urbano

Concordo con quanto scritto e
testimoniato da Diego Pistacchi su Il Giornale di Genova del 16 aprile
a proposito della delinquenza dilagante a Genova. I casi di scippi e di maltrattamenti di persone
soprattutto anziane e quindi più indifese ne sono solo un esempio.
Tuttavia, se stiamo sempre a parlarne e chi di dovere, istituzioni in
primis, non producono nulla per migliorare la situazione e trarne dei
risultati, nulla viene risolto. Purtroppo quanto letto sorprende ed
impaurisce soltanto una parte della popolazione, quella che vive in
prima persona la città definendo un enorme divario dalle istituzioni
cieche e sorde sempre più. Sia in grande che in piccolo. A livello
nazionale abbiamo toccato con mano il menefreghismo e la lontananza
dalla realtà comune da parte di un Monti che non ha mai proferito
parola di fronte ai continui suicidi di lavoratori ed imprenditori
vittime di un sistema malato e perverso. A livello locale siamo in
preda ad una cattiva atavica amministrazione che mostra di farsi
sopraffare dagli eventi pur di mantenere lo status quo e di non
cambiare rotta neppure in favore dei propri cittadini al fine di
detenere il potere e di non perdere consensi. Per quanto riguarda la
gestione del fenomeno migratorio (che attualmente non costituisce più
un underworld urbano) siamo lontani anni luce da una corretta politica
di integrazione dello straniero che presupporrebbe una maggiore
attenzione ai servizi ed al benessere prima di tutto degli italiani
per integrare meglio in un secondo tempo gli extra comunitari. Se non
si ha la voglia, il coraggio o la determinazione di affrontare certe
realtà si potrebbe semplicemente prendere esempio dal caso della
"banlieue parigina", caso eclatante di esubero di stranieri in una
metropoli non più monitorati a dovere a discapito dell'intera
popolazione. Caso che, volenti o nolenti, ha costretto
l'amministrazione parigina e le forze nazionali francesi ad assumere
iniziative importanti e repentine per cercare di affrontare un
problema incombente che se non tutelato rischia per tutti di non
essere più alla portata con le conseguenze del caso. Parimenti, la
testimonianza genovese della delinquenza in pieno giorno perpetrata
soprattutto da stranieri ci deve spaventare in barba al concetto di
solidarietà e di buonismo. Tutte finzioni e mancanza di senso di
responsabilità che rischiano di tacciare di razzismo o xenofobia chi
invece cerca di combattere tale realtà vergognosa che andrebbe
studiata e selezionata in tutti i suoi dettagli.

Roberta Bartolini

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