Dai lupi solitari non ci si può aspettare logica, premeditazione,
controllo e quindi per chi ne sta all'esterno una possibilità di
prevedere il derivante pericolo. Ne sono la dimostrazione i vari
attentati che si succedono nel mondo appunto da parte di casi isolati.
Tuttavia, se si va avanti di questo passo tali casi isolati rischiano
di divenire dei casi ufficiali e comuni, quasi degli appuntamenti
fissi. Troppi sono i malumori e troppe sono le aspettative disattese
in Europa e nel mondo (povero da una parte o succube della
globalizzazione imperante). E le vicissitudini della politica italiana
certamente non aiutano ad evitarli, anzi, sembrano avere tutte le
credenziali per incrementarli. I lupi solitari che agiscono da singoli
rovinano la piazza ma denunciano anche delle verità e dei mali di
fondo. E in Italia il male più evidente, a mio avviso, è quello di
continuare da parte delle Istituzioni a non creare educazione, buoni
esempi, modelli da emulare, obbiettivi in cui credere, non agire in
maniera lungimirante per il futuro dei cittadini, non creare delle
politiche serie che garantiscano prima di tutto gli interessi e i
diritti dei cittadini italiani, non dare pertanto quel senso di
nazionalismo che sta alla base di qualsiasi Paese civile che si
rispetti. Cito una frase pronunciata da Magdi Allam, che avrei tanto
desiderato fosse stato nominato Ministro per l'integrazione, in quanto
ragiona in modo liberale, rispettoso, oggettivo e con senso dello
Stato: "Prima gli italiani". Con tutto rispetto per gli obbiettivi
della Lega in fondo sempre secessionista (da qui il termine e lo
slogan "Prima il Nord"), penso che prima di evadere dal proprio Paese
o di dividerlo, occorrerebbe sforzarsi in tutti i modi per darne un
senso e una credibilità e per donare ai suoi abitanti la voglia
naturale e sacrosanta di lottare per esso e di esserne orgogliosi.
L'unico modo per farlo è di amare gli italiani, sfruttare solo e
soltanto tutte le risorse che si hanno all'interno, garantire il
benessere, i servizi e le risposte a tutte le esigenze dei cittadini
autoctoni, farli sentire in casa propria e quindi farli amare a loro
volta il proprio Paese. In questo contesto l'immigrazione selvaggia e
non controllata ci sta stretta, il finto buonismo e la finta
solidarietà sono deleteri e la causa maggiore di tutti i mali di un
Paese come l'Italia, mali che dovrebbero essere curati attraverso
un'attenzione smisurata per le proprie risorse e ricchezze, fisiche ed
interiori. Un punto di partenza esiste; nominare dei politici adeguati
allo scopo. Poi gli errori si pagano.
Roberta Bartolini

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