Lega 2.0, Lega di Maroni, "Prima il Nord": questa è la Lega di Roberto Maroni, neo segretario, questa è la Lega ereditata da Umberto Bossi ma già sin dall'inizio della nuova avventura di Maroni rivisitata e corretta sia nella forma che nella sostanza. E' una Lega che vuole basarsi più suo fatti che sulle parole, con meno folclore e più rappresentanza al nord. Un nord che deve essere tutelato e protetto ancora di più di quanto sia stato fatto in passato. Queste sono le parole di Maroni nei confronti del nord, parole che intendono dare una risposta concreta alla Questione Settentrionale ancora irrisolta: "vogliamo diventare il partito egemone attorno a tutte le forze sane del nord, ovvero, le imprese, i sindacati, il mondo del volontariato, tutti quelli che vogliono affrontare la questione settentrionale". Questione settentrionale che andrà a culminare nella Macroregione alpina in base ad un progetto ben preciso delineato da Maroni con l'obbiettivo di salvaguardare il nord produttivo,ricco, lavorativo. L'innovazione e la modernità date dalla lega di Maroni sono costituite anche da un tipo di lavoro più telematico, vista la vena tecnologica del suo fautore che si rende conto quanto i social network abbiano un'importanza divulgativa strategica. Dopo il congresso di Assago si è subito parlato di "debossizzazione" e "sbianchettatura" di tutto ciò che si riferiva a Bossi, come per voler accusare Maroni di voler definitivamente prendere il suo posto cancellando ogni riferimento inclusa Pontida. In realtà non è proprio così, Maroni non si permetterebbe mai di cancellare il passato e un leader, il creatore vero della Lega in cui è cresciuto. Come dicevamo, Maroni ha scelto una strada più moderna, più concreta, più diretta, forse più elegante concettualmente per porsi di fronte al suo elettorato, un elettorato che peraltro è rimasto ferito durante le amministrative dal fango in cui il suo partito è stato trascinato quasi fino a morirne. Pertanto, chiunque prendesse le redini di un tale partito ridotto in cenci si assumerebbe la responsabilità di rinvigorirlo, di modernizzarlo, di cambiarlo in qualche modo, di presentarlo in una veste differente.
Non a caso lo slogan "Prima il Nord" intende essere dal punto di vista della forma un refrain a livello di lavaggio del cervello che entri nella mente e nella testa della gente non solo leghista, e dal punto di vista della sostanza un approccio concreto verso il territorio del nord Italia di cui la Lega vorrebbe essere egemone per dare ad esso le risposte che da troppo tempo attende.
Pertanto, crediamo in Maroni. "Prima il Nord".
Roberta Bartolini

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