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giovedì 14 giugno 2012

Monti: silenzio assenso o disinteresse?

Cito due frasi pronunciate dal Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, che ritengo corretto vengano evidenziate non tanto perché provenienti da un esponente leghista quanto da un politico serio, concreto, umanamente sensibile e professionalmente consapevole dei propri doveri.
In passato soltanto una persona si era permessa di enunciare contenuti simili pure all'interno di un analogo contesto, quello del post-terremoto in Abruzzo. Purtroppo questa persona aveva un solo difetto, quello di  chiamarsi Silvio Berlusconi che per definizione doveva essere messo alla gogna anche per l'aria che respirava.
A proposito del territorio ferito dal sisma ciclico (in particolare regioni quali l'Emilia Romagna e il Veneto/Friuli Venezia Giulia) Zaia sostiene quanto segue: "Se il Governo non decidesse di investire in uno dei territori che danno più ricchezza al Paese, garantendone la messa in sicurezza, non avrebbe senso di esistere". E poi, "per superare l'emergenza ed effettuare la ricostruzione vorremmo che, per una volta, Roma battesse più di un colpo".
Zaia dice bene, almeno per una volta si spererebbe che il governo facesse sentire la sua voce non invano o per difendere soltanto il mondo bancario a cui è legato più che da un cordone ombelicale, ma per redigere un serio programma da rispettare e per garantire agli italiani la propria presenza e protezione. Al contrario, con il suo silenzio e apparente mancanza di iniziative rischia di logorare e cancellare quel poco di buono che in Italia ancora esiste.
Per quanto riguarda il problema contingente del dopo terremoto, oltre ad intervenire in maniera tempestiva e concreta su vari fronti nelle zone colpite dalle forti scosse, uno degli impegni che il Governo dovrebbe assumersi in tempi stretti è la messa in sicurezza di edifici e capannoni su cui si baserà il futuro, per non fare la fine mera e triste della Regione Abruzzo in cui all'Aquila, capoluogo di regione, ancora adesso dopo ben tre anni case, palazzi, chiese sono puntellati con la paura che debbano crollare da un momento all'altro, senza contare lo sfregio, la mancanza di sensibilità artistica nei confronti di un territorio storico ed artistico di qualità e pregio.
In questo contesto, sarebbe necessario un coinvolgimento diretto, un coordinamento, un lavoro di squadra da parte dei sindaci dei comuni coinvolti a coadiuvare la task force che sta già lavorando, composta da ingegneri, tecnici, architetti, al fine di ottenere una corretta valutazione dell'entità dei danni e delle perdite subite.
Il Governo dovrebbe battere un colpo in questa direzione così come dovrebbe dare una risposta sulla questione del pagamento IMU da parte delle popolazioni terremotate, il cui acconto è in scadenza. Una proposta confacente e magari temporanea sarebbe quella di dare alle regioni colpite un'autocertificazione di esenzione procrastinando il pagamento nei mesi successivi.
Tuttavia, pare che di decreto emergenza con rispettive responsabilità e di rinvio IMU non vi sia neppure ombra.
 
Roberta Bartolini

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