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martedì 19 giugno 2012

Governo Monti: modello di diktat

Uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord che dovrebbe essere assunto da ogni partito in Italia è combattere affinché i sindaci abbiano maggiore potere, si possano far sentire, possano agire in più libertà. Lo scopo è quello di salvaguardare le proprie città, i propri concittadini, gestire nel migliore dei modi le risorse, il budget economico, gli impegni, le promesse, gli obbiettivi.
Prendiamo due esempi significativi. Uno è rappresentato dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, e l'altro dai sindaci valsusini. Il primo si sta battendo - come altri sindaci del nord Italia del resto - per cercare di combattere il governo attuale e la sua politica d'imposizione di tasse inique come l'IMU che grava e graverà ancora enormemente sulle tasche dei contribuenti, ignari peraltro della fine che farà il proprio denaro regalato alle casse statali. Tosi sarebbe disposto a non far pagare ai suoi concittadini la tassa IMU e si assumerebbe le proprie responsabilità se potesse. Al contrario, come ci spiega lo stesso sindaco veronese, "l'invito all'obiezione fiscale si può fare se si offrono contestualmente degli strumenti di difesa: mandare allo sbaraglio la gente sarebbe scorretto". Il governo Monti rappresenta il modello di diktat che non prevede alternative a certi obblighi.
Nel caso della Val di Susa, i sindaci hanno ben donde a lamentarsi del fatto che non solo i lavori infrastrutturali della zona devono iniziare ma che hanno bisogno di maggiori fondi per lo sviluppo della Valle. Pare che ad essere d'accordo in materia di riqualificazione della Val di Susa siano i vari commissari, il sindaco di Torino, Fassino, e il Presidente della Provincia di Torino, Saitta,  che sottolineano l'importanza di avere dei progetti concreti sulla base di quali possano chiedere in futuro ulteriori risorse.
Mi domando che fine abbia fatto il decreto legge sui sindaci proposto e attivato dal governo Berlusconi. I sindaci devono essere considerati come deleghe ufficiali di ogni regione con la qualità di poter operare in maniera abbastanza arbitraria sul territorio che gestiscono e che dovrebbero conoscere meglio di chiunque altro.
Tuttavia, come sempre, in Italia vince un governo a tavolino lontano dalla concretezza e dal pragmatismo.
 
Roberta Bartolini
 
 
 
 

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