Non è per sponsorizzare il nuovo libro che tratta di Flavio Tosi di Stefano Lorenzetto, "La versione di Tosi", da oggi in uscita in libreria, ma penso sia il caso di spendere alcuni concetti sul sindaco di Verona più gettonato d'Italia e sul neo-segretario della Liga Veneta proprio attraverso il libro- intervista del famoso giornalista. Concetti che farei rientrare in una sorta di dicotomia tra Lega bossiana e maroniana.
Credo sia importante conoscere meglio Tosi ai fini del nostro arricchimento personale e generale in quanto questa persona dimostra che se lavorando con onestà, grinta e determinazione si giunge ad occupare posti vertice all'interno della politica e del movimento Lega in cui e con cui il sindaco di Verona è nato senza alcun dubbio esistono alla base delle spiegazioni sensate e concrete, motivi che possono divenire per ognuno di noi un punto di riferimento ed un modello da emulare o da tenere in considerazione.
Innanzitutto con Tosi si parte dal presupposto che si parli sempre di Lega Nord, il partito del nord in cui è cresciuto, ma un partito rinnovato, cha sta al passo coi tempi, come si addice a tutti i partiti che si rispettino. Un movimento nato con Bossi ma che probabilmente in questo momento pare senta avere un futuro con Maroni, altrettanto padre leghista ma più moderno, più proiettato verso lo sviluppo, la crescita, verso programmi più attinenti alla realtà. Ne è una prova il fatto che Tosi, strenue sostenitore di Maroni, concepisca il futuro basato non tanto sulla secessione (vecchio cavallo di battaglia della Lega bossiana) ma sul federalismo, che, se ben applicato, porterebbe in Italia risultati notevoli dando maggiori responsabilità alle varie autonomie che si creerebbero in Italia, peraltro in maniera ineccepibile dal punto di vista costituzionale. Autonomie che riuscirebbero ad abbattere la spesa pubblica grazie alla loro serietà, alla loro applicazione di regole che dovranno venire fatte rispettare per ottenere risultati sempre migliori.
Roberta Bartolini

Nessun commento:
Posta un commento